sabato 27 marzo 2021

Sociologia

Welfare State e Terzo settore

Nel mondo occidentale si è dichiarato che ciascun cittadino ha il diritto di condurre una vita dignitosa e che allo Stato spetta farsi carico del suo benessere. I diritti sociali offrono un accesso a livelli di reddito, salute e istruzione accettabili in rapporto agli standard di vita medi della società. Il complesso degli interventi pubblici attraverso cui lo Stato mira ad attuare i diritti sociali dell’individuo è chiamato Welfare State. Esso nasce con la pubblicazione nel 1942 del Rapporto Beveridge ed è attuato dal 1948 con la creazione di un servizio medico nazionale gratuito e con l’adozione di altri provvedimenti sociali. La crescita economica degli anni Cinquanta-Settanta ha favorito nei Paesi europei lo sviluppo delle politiche di Welfare in campo previdenziale, assistenziale e sanitario. Negli anni Ottanta e Novanta però, esso è entrato in una fase di crisi e di ridimensionamento; il processo è stato accelerato da difficoltà di ordine finanziario, scarso livello di organizzazione dei servizi e dalla perdita di legittimità dello Stato. Nel quadro di questi cambiamenti ha preso forma il modello di un Welfare attivo, che si pone di favorire la partecipazione attiva e la responsabilizzazione dei cittadini. Recentemente sono nate forme di solidarietà e redistribuzione delle risorse economiche nel Terzo settore o privato sociale: organizzazioni che in autonomia finalizzano la loro attività all’erogazione di servizi di pubblica utilità, perseguendo la solidarietà. Il Terzo settore è un interlocutore per ridefinire le funzioni dell’odierno Stato sociale.

Pedagogia

La scuola attiva e Maria Montessori

L’idea di un’educazione a misura di bambino guida anche la riflessione di Maria Montessori: il bambino dev’essere posto in condizione di agire e svilupparsi con spontaneità e l’ambiente deve offrire stimoli utili a questa stessa attività. Essa si confronta con le tesi psicoanalitiche di Freud, condividendo l’ipotesi del subconscio come elemento significativo per la formazione della personalità e fattore motivante dell’attività individuale. La liberazione del bambino dalle oppressioni esercitate dal mondo degli adulti, causa di disadattamento e di nevrosi secondo la lettura psicoanalitica, è invece proposta da Montessori come un impegno morale di tutti per svelare e risolvere i conflitti tra le esigenze del mondo infantile  e le aspettative del mondo adulto.

venerdì 19 marzo 2021

Pedagogia

La scuola attiva in Europa

Claparède fonda a Ginevra l’istituto Rousseau, un centro di innovazione sul piano dell’organizzazione pedagogica e luogo della visione del processo educativo basato sulle scienze dell’educazione. Egli si dedica inizialmente ai ragazzi disabili. Nei suoi primi saggi esprime il fatto che l’azione educativa dipende dalla preparazione psicologica degli insegnanti e dal loro spirito scientifico. Claparède propone un modello scolastico individualizzato, secondo quindi i ritmi e le specifiche caratteristiche personali.

Claparède propone una pedagogia basata su un insieme di metodi finalizzati a facilitare l’adattamento dell’organismo sia sul piano biologico che psicologico. Egli individua tre principali leggi per l’educazione e l’istruzione: legge del bisogno, legge dell’interesse momentaneo e la legge del tatonnement.

Alla pedagogia tradizionale generica, verbalistica e dogmatica egli oppone la pedagogia sperimentale; la sua proposta educativa prevede il fatto che la scuola debba essere interessante e l’attenzione debba essere rivolta alla teoria dell’intelligenza, cioè dare valore allo sviluppo dell’intelligenza umana. Ciò è l’origine delle pedagogie dell’apprendimento: gli studi che promuovono la capacità autonoma e soggettiva di apprendere.

domenica 14 marzo 2021

Sociologia

La dimensione politica della società

Nei regimi totalitari il potere è concentrato in una sola persona, o in un ristretto gruppo di persone che, per imporsi e controllare i comportamenti collettivi, combina ideologia e impiego della forza.  Nello Stato democratico invece la legittimità si basa sul consenso volontario dei cittadini che controlla l’operato dei politici per il mezzo delle elezioni periodiche. Si chiama democrazia indiretta la forma di regime democratico basata sul principio di rappresentanza in cui il popolo decide attraverso l’intermediazione di uno o più dei suoi rappresentanti, scelti elettivamente. 

Si chiama democrazia diretta la forma di partecipazione del popolo in prima persona, basata sul principio di maggioranza. La democrazia indiretta è più efficace nel salvaguardare il pluralismo e tutelare le minoranze. Grazie alla separazione dei poteri e al sistema di contrappesi della poliarchia, il regime democratico tutela la libertà dei singoli individui nel perseguimento del bene comune. Questo modello politico ha mostrato negli ultimi decenni, tuttavia, aspetti di fragilità, visibili anzitutto nella crescente incapacità dei partiti di mediare in maniera adattata tra Stato e cittadini. Ne sono manifestazioni la partitocrazia, la tecnocrazia e la mediocrazia.

Sociologia

Lo Stato

Attraverso la formalizzazione di alcune norme, la società definisce un codice di leggi valido per tutti e si impegna a farlo rispettare, per limitare e prevenire la possibilità di conflitti. Nella società moderna, stendere, garantire e far eseguire le leggi sono compiti che spettano allo Stato, il soggetto sociale che detiene il diritto e il potere di governare la collettività. Esso istituzionalizza le sfere del potere, disciplina l’impiego legittimo della forza all’interno della società e guida il processo di organizzazione di sfere della vita sociale. Accanto allo Stato, ma indipendente da esso, esercita una funzione pubblica anche la società civile; la sfera politica assume diverse forme a seconda degli strumenti adoperati dai soggetti politici. Nelle società occidentali si è verificato il passaggio da regimi politici di tipo autoritario a regimi di tipo democratico, più adatti alla struttura articolata e dinamica della società industriale.

lunedì 1 marzo 2021

Pedagogia

II XX secolo e il crescente interesse nei confronti dell’infanzia

L’infanzia agli inizi del Novecento è considerata il centro della vita pubblica e privata; è una fase autonoma dell’esistenza, con caratteristiche e problemi specifici e per questo comincia ad essere studiata e curata. 

Alla pedagogia si cerca di dare una modalità più scientifica per intervenire in campo educativo, soprattutto in riferimento ai processi di apprendimento. Le prime iniziative psicopedagogiche sperimentali avvengono grazie alla fondazione del primo laboratorio di psicologia di Wilhelm Wundt e a James Cattell, che ricorre all’uso di test mentali per raccogliere in modo uniforme i dati relativi ai vari aspetti della vita psicofisica. Da ciò cominciano a nascere iniziative sperimentali di impianto psicopedagogico: il primo test di intelligenza dello psicologo Alfred Binet, con lo scopo d’identificare alunni che hanno bisogno di un aiuto nelle materie scolastiche, e l’introduzione del quoziente intellettivo di William Stern.

Oltre all’infanzia, cambia il modo di vedere la gioventù ed i giovani: la gioventù vista come una particolare felice condizione fatta di esaltazione della ribellione e dell’incoscienza; i giovani invece viti come barbari mossi da una traboccante energia di vita e venuti a redimere un mondo corrotto e conformista. Granville Stanley Hall compie il primo tentativo di descrivere le caratteristiche della fase adolescenziale: caratterizzata secondo lui da sentimenti contrastanti. Nascono nuove esperienze educative: Wandervögel in Germania e lo scoutismo in Inghilterra.



Pedagogia

  La reazione antipositivista e Giovanni Gentile La prima parte del XX secolo è contraddistinta anche da una reazione antipositivista, che s...